Categoria: RASSEGNA STAMPA

Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha visitato oggi a Napoli la sede della Fondazione “A’ voce d’e creature”.

Dal sito del Ministero dell’Interno – Il titolare del Viminale ha inoltre visitato a Napoli la Fondazione “A’ voce d’e creature”. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha visitato oggi a Napoli la sede della Fondazione “A’ voce d’e creature”, ospitata in uno spazio confiscato alla criminalità organizzata, dove ha incontrato il presidente don Luigi Merola e alcuni studenti che frequentano i laboratori e il dopo-scuola della fondazione.

«Grazie all’impegno ammirevole di don Luigi Merola, sono stati salvati oltre 1000 ragazzi dalla criminalità organizzata. La sicurezza non si fa solo con la doverosa presenza delle Forze di polizia, delle istituzioni, della sicurezza e della giustizia, la si fa educando i giovani», ha sottolineato il titolare del Viminale.

Nel pomeriggio il Ministro Piantedosi ha presenziato a Caivano il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto di Napoli Claudio Palomba.

«Abbiamo deciso di fare di Caivano un importante laboratorio, anche per esportare in altri luoghi i moduli di intervento che stiamo applicando in quest’area. Sperimentiamo qui un impegno corale di tutte le istituzioni dello Stato per produrre una vera e propria rigenerazione, che non è solo dei luoghi, ma anche della vita delle persone, e farne un modello anche per altre situazioni, perché siamo consapevoli che il problema del degrado non nasce né si esaurisce a Caivano», ha dichiarato il titolare del Viminale durante il punto stampa seguito alla riunione del comitato.

https://www.interno.gov.it/it/notizie/ministro-piantedosi-caivano-comitato-provinciale-ordine-e-sicurezza-pubblica

Pompei, i bambini a rischio camorra raccontati a Rai 3 ad «Avanti Popolo»

Da “Il Mattino” – “Avanti Popolo”, il programma di Rai 3 di Nunzia De Girolamo ha ascoltato il grido d’allarme di don Luigi Merola: «serve più impegno per i poveri, chi ha incarichi di Governo deve ascoltare il loro grido. Mi batterò sempre per difendere i diritti degli ultimi. Tutti dobbiamo lavorare per salvare i nostri ragazzi dalla strada. L’unica arma per rendere umano il cuore di un minore è la testimonianza, a tutti va data la possibilità di poter cambiare. Nessun bambino nasce delinquente». E per rendere felice il Natale dei bambini poveri, a rischio camorra accolti nella sua fondazione “A’ voce d’ è creature” di Pompei e Napoli, don Luigi Merola ha avviato una raccolta fondi per acquistare giocattoli. L’avvocato Giuseppe Simeone presta la sua opera di beneficenza per gli scugnizzi di don Luigi, mettendo a disposizione il suo tempo e rispondere a chi vuole donare felicità al 3807982072.

https://www.ilmattino.it/napoli/area_metropolitana/pompei_bambini_rischio_camorra_raccontati_rai_3_ad_avanti_popolo_di_nunzia_de_girolamo-7694131.html?refresh_ce

Lotta al bullismo e cyberbullismo all’Istituto Pietrasanta

Da CasertaNews – Una giornata con i bambini e bambine della scuola dell’infanzia e primaria di Santa Maria Capua Vetere. Madre Rosa Trombetta, le Suore Ancelle dell’Immacolata e i docenti hanno accolto don Luigi Merola, presidente della fondazione di recupero minorile A’ Voce d’’e creature, Valentina Ricchezza, magistrato e componente della XV commissione dell’Associazione Nazionale Magistrati, Mario Iodice, comandate della stazione dei Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere e Edda de Iasio, assessore alla pubblica istruzione della città del foro. Gli alunni hanno ascoltato le testimonianze degli ospiti ispirate da parole di sostegno ai più vulnerabili, inclusione, contrasto ad ogni forma di violenza e discriminazione.

Un momento importante per gli alunni e genitori presenti perché la scuola oggi più di ieri deve essere molto attenta ai rischi a cui tutti noi andiamo incontro. Rischi non solo materiali ma anche di povertà affettiva, culturale e sociale. Abbiamo bisogno di momenti di prevenzione, di istruzione di qualità e scuole aperte che non lasciano da soli i giovani; una scuola maestra di nozioni ma anche maestra di vita sulla scia del grande esempio del Fondatore delle Suore Ancelle, don Donato Giannotti, che accoglieva nella sua casa tutti i fanciulli, senza distinzione.

Durante l’evento le Suore Ancelle e i docenti hanno festeggiato con orgoglio gli studenti di quinta classe, premiandoli con un ricordo della scuola come segno del loro impegno. L’incontro è stato moderato dall’avvocato Giuseppe Simeone, coordinatore del protocollo d’intesa “Educazione alla Legalità” e segretario di don Luigi Merola.

https://www.casertanews.it/blog/servire-non-servirsi/scuola-legalita-pietrasanta-bullismo.html

Impegniamoci sempre per la pace

Da CasertaNews  – Lunedì 22 maggio alle 9,30 dalla sede centrale di via Porta Fluviale guidato dalla dirigente Antonella Spadaccio è partito un corteo di oltre 400 persone. La “Fiaccola della Pace” è stata accesa e portata alla testa del corteo da una piccola alunna Ucraina. Alunni, docenti, rappresentanti di Istituzioni e associazioni hanno marciato per le strade della città di Capua; arrivati nel cortile della scuola primaria di Porta Napoli grazie alla preziosa collaborazione dell’attivista Agnese Ginocchio e del Comandante del Nucleo Investigativo Gruppo Carabinieri Forestale di Caserta Marilena Scudieri, sono stati piantati un ulivo della pace e un leccio. Don Gianni Branco ha benedetto le piante messe a dimora dagli alunni dell’Istituto Comprensivo. Presenti i collaboratori e le collaboratrici della dirigente scolastica, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Capua Paolo Minutoli, Marisa Giacobone vicesindaco della città di Capua, Savino Compagnone ed i suoi collaboratori della cooperativa città Irene onlus accompagnati dai beneficiari del progetto SAI, l’avvocato Giuseppe Simeone, coordinatore di molteplici iniziative sulla legalità.

La Marcia della Pace

Durante la manifestazione della “Fiaccola della Pace” è stato piantato l’albero della pace, simbolo di questa mobilitazione. È il monumento vivo, sempreverde, simbolo della vita che mai muore, dedicato alla memoria di tutti i caduti e delle vittime delle guerre, stragi, attentati, terrorismo, criminalità, violenze e mafie; in solidarietà con il popolo Ucraino e con tutti i Paesi colpiti dalle guerre. L’Albero di ulivo è dedicato inoltre alla memoria di don Lorenzo Milani, costruttore di pace e ideatore della scuola di Barbiana. Sulla targa sono stati infine ricordati anche i giudici Falcone e Borsellino. Al termine è stato siglato il patto di impegno per la pace.

Un albero per il futuro

Un progetto nazionale per mettere a dimora un albero con i Carabinieri della biodiversità e il Ministero della Transizione Ecologica; un gesto concreto per contrastare i cambiamenti climatici e aiutare a formare un grande bosco della legalità. Un impegno che contribuirà a trattenere una grande quantità di CO 2. Gli alunni quindi hanno messo a dimora e geolocalizzato il leccio attraverso un codice identificativo e un QR code che permetterà di monitorare lo stato della pianta. Ogni albero piantato contribuirà a costituire in tutta Italia un grande bosco diffuso, fatto di specie autoctone che cresceranno aumentando la qualità ambientale. Il leccio è una delle querce più comuni nei nostri climi, ed al contrario delle altre querce ha un fogliame sempreverde. Specie tipica della macchia mediterranea, si trova comunemente sia sulle colline che in pianura, arrivando a spingersi dal livello del mare fino ad altezze elevate, in presenza di ambienti soleggiati.

https://www.casertanews.it/blog/servire-non-servirsi/marcia-pace-impegno-capua-scuola.html

Prevenzione dall’alcol. Partita la campagna nelle scuole.

Sette incontri, altrettanti Istituti scolastici, oltre mille alunni coinvolti: è partita lunedì l’importante campagna di sensibilizzazione rispetto alla prevenzione dall’alcol nell’ambito della nuova annualità del Progetto “Educazione alla Legalità”, avviato nel 2017 dall’Amministrazione Mirra insieme alla Curia Arcivescovile di Capua, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, la Procura della Repubblica, la Sottosezione dell’Associazione Nazionale Magistrati, il Centro di Giustizia minorile, la Questura di Caserta con il commissariato della Polizia di Stato, il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e tutte le dirigenze degli istituti scolastici comprensivi e superiori della città.
Il primo incontro, con i coordinatori del progetto Giuseppe Simeone e Oscar Bobbio e con l’Assessore De Iasio, si è tenuto presso l’Istituto Gallozzi.
Il programma prosegue così:
  • 24 febbraio Istituto Mazzocchi
  • 27 febbraio Istituto L. da Vinci
  • 3 marzo Istituto Principe di Piemonte
  • 8 marzo Istituto Righi-Nervi-Solimena
  • 15 marzo Istituto Uccella
  • 20 marzo Istituto Amaldi-Nevio

Lettera al direttore di Avvenire Marco Tarquinio – 56ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

I doveri (specie davanti alla guerra) di chi informa e fa comunicazione

Caro direttore,
domenica 29 maggio è stata celebrata la 56ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali sul tema «Ascoltare con le orecchie del cuore». Lo scorso anno si era invece riflettuto sulla necessità di «andare e vedere». Come ricorda spesso papa Francesco, abbiamo sempre bisogno del cuore, abbiamo bisogno di più cuore, abbiamo bisogno di comunicare con il giusto tempo le storie che decidiamo di raccontare. Sia come comunicatori professionisti sia come comunicatori che svolgono in altri settori il proprio servizio, come nel mio caso. E abbiamo la responsabilità e il dovere di resistere ai tempi moderni che “impongono” ritmi frenetici che non danno qualità all’informazione. Dietro le parole e le battute scritte sul taccuino e sul computer ci sono delle persone. Che cosa ne pensa?

Giuseppe Simeone, avvocato Santa Maria Capua Vetere (Ce)

Mi fa piacere che sia un avvocato come lei, caro amico, cioè una persona che per mestiere rappresenta altre persone, a richiamare il principale dovere di chi fa comunicazione e, in diversi modi, informa: ricordarsi che ogni parola che usiamo tocca, motiva o ferisce uomini e donne in carne e ossa. A volte toccandone anche soltanto una (in realtà quasi mai siamo appena “uno”: ognuno di noi è pure le relazioni che intesse con gli altri). Altre volte, infinite di più, toccandone molte, e persino moltissime. È quanto stiamo sperimentando in questi mesi nella comunicazione e nell’informazione sulla terribile fase della guerra d’Ucraina aperta dell’invasione russa: prevalgono purtroppo, con un’intensità impressionante e un quasi unanimismo senza precedenti nel sistema politico-mediatico del nostro Paese, le parole di guerra, che seminano sempre più guerra e pretendono di usare addirittura ragione e cuore per giustificare il massacro d’umanità che è ogni guerra. Non ci si può rassegnare a questo. E su queste pagine di certo non ci rassegniamo.

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/i-doveri-specie-davanti-alla-guerra-di-chi-informa-e-fa-comunicazione

No Profit ospiti Don Luigi Merola e Giuseppe Simeone: “L’obiettivo della fondazione è togliere i bambini dalla strada”

Da MinformoTV – Negli studi di Minformotv si è tenuto NoProfit, il format ideato per dare spazio e voce al terzo settore condotto da Monica Ippolito. Gli ospiti in studio Don Luigi Merola e l’avvocato  Giuseppe Simeone, rispettivamente presidente e responsabile della comunicazione della Fondazione A voce d’e creature.

La trasmissione inizia con Merola che afferma “La mia fondazione è nata dopo la morte di Annalisa Durante con l’obiettivo di rifondare il quartiere di Forcella. In Italia non esiste la continuità.”

Dopo l’avvocato Simeone sostiene “Il principale obiettivo della fondazione consiste nel togliere i bambini dalla strada. Don Luigi è la nostra guida”

In seguito Merola ribadisce “Il prete è un pescatore di uomini e si deve rendere conto di come va il mondo: le parrocchie devono essere luoghi aperti a tutte le ore. Dobbiamo rifondare la scuola : i professori devono sintonizzarsi con gli studenti.”

Al termine della prima parte Don Luigi Merola afferma “Quando mi hanno messo la scorta, ho sofferto molto: poi però siamo diventati una famiglia. La paura va controllata, adesso i miei bambini mi danno il coraggio di combattere.”

Nella seconda parte della trasmissione Merola sostiene ” Per dare nuove speranze alle persone, bisognerebbe trasformare i diversi beni confiscati in luoghi di attrazione.

Al termine della trasmissione Simeone afferma “Attraverso il calcio e lo sport, i bambini imparano le regole, a stare insieme e a fare squadra.”

https://www.minformo.com/2022/06/17/no-profit-ospiti-don-luigi-merola-e-giuseppe-simeone-lobiettivo-della-fondazione-e-togliere-i-bambini-dalla-strada/?amp=1

Per vedere la puntata clicca al seguente link:

No Profit con Don Luigi Merola e Giuseppe Simeone

 

Partita la campagna nelle scuole contro il bullismo

Da CasertaNews –  Nove incontri, sette Istituti scolastici, oltre mille alunni coinvolti: è partita lunedì l’importante campagna di sensibilizzazione su temi quali bullismo e cyberbullismo organizzata dall’amministrazione comunale di Santa Maria Capua Vetere con l’assessore Edda De Iasio, con la collaborazione di Oscar Bobbio e Giuseppe Simeone e i numerosi partner che già si sono resi protagonisti dell’eccellente protocollo di intesa “Educazione alla Legalità” partito nel 2017 e che, lo scorso settembre, durante la presentazione del libro “I diecimila volti della legalità”, è stato riconosciuto quale progetto pilota di livello nazionale.

Insieme ai Magistrati del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, al Centro Diurno Polifunzionale del Dipartimento di Giustizia minorile, al Commissariato di Polizia, alla Compagnia Carabinieri, alla Polizia Postale di Caserta e al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Vanvitelli, si porterà a conoscenza dei giovani studenti il delicato fenomeno del bullismo partendo dalla centralità della scuola quale luogo fondamentale di apprendimento di tutti gli aspetti che accompagnano la crescita e l’evoluzione degli alunni.

https://www.casertanews.it/formazione/scuola/incontri-polizia-bullismo.html 

 

Napoli, al via il torneo per la legalità A’ voce d”e creature: «Solo facendo rete possiamo vincere la camorra»

Da Il Mattino – Lo spirito di aggregazione, di partecipazione, la disciplina, il rispetto delle regole, la lealtà, sono le colonne portanti dello sport. Ma lo sport non è solo questo. A volte può anche salvare delle vite, può aprire una strada alternativa soprattutto a quei giovani catapultati in realtà critiche e rischiose dal punto di vista socioculturale. Così la Fondazione a’ Voce d’e Creature dà vita a un mini torneo di calcetto incentrato sui valori dello sport per contrastare la devianza minorile. I poliziotti e la Dia – sezione magistrati – sono stati i primi a scendere nel campetto dell’Arenaccia – un campo di calcio che era stato confiscato alla camorra –  per dare ufficialmente il via al torneo della legalità organizzato dal presidente della fondazione, don Luigi Merola, e che coinvolge centinaia di minori a rischio della città di Napoli.

«L’obiettivo è quello di contrastare le baby gang – commenta don Luigi Merola – Attraverso questo campo  vogliamo aggregare tutti i ragazzi del centro storico, le parrocchie, le scuole e le varie associazioni, perché solo facendo rete possiamo vincere».

Una battaglia contro la criminalità organizzata che può essere vinta solo creando una forte sinergia tra Stato, Istituzioni, chiesa e terzo settore. «È molto importante che l’associazionismo virtuoso sposi la sua opera con quella delle istituzioni – commenta Luigi Riello, procuratore generale della Corte d’Appello di Napoli –  e che istituzioni e l’associazionismo dialoghino» tra loro per capire in che modo si sta operando. «Oggi insieme a don Merola mettiamo le fondamenta per sottrarre questi ragazzi dal nulla, dal deserto dei valori, per far sì che  pian piano vengano restituiti alla società civile, all’educazione e alla scuola», e affinché ritrovino «una dignità negata da zone estremamente degradate».

In campo sono scese anche le squadre dell’Arma dei carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Polizia locale, che affiancheranno i giovani durante il torneo che durerà per tutta l’estate 2022. «La nostra presenza qui vuole trasmettere unità perché per vincere su questi territori bisogna essere uniti e fare rete», evidenzia Enrico Scandone, comandante provinciale dei carabinieri di Napoli, sottolineando come ognuno debba fare la sua parte per raggiungere un unico obiettivo comune: «Dare a questi giovani un’opportunità» per renderli consapevoli che la realtà che conoscono non è l’unica realtà possibile. Un’iniziativa, improntata sulla legalità, che vuole dare fiducia ai ragazzi. Giovani che si ritrovano a fare un gioco di squadra in una struttura che era stata confiscata e questo «significa ridare vita a qualcosa che prima era appartenuta a persone che stiamo cercando di allontanare dalla società civile», sottolinea il prefetto di Napoli, Claudio Palomba.

https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/napoli_torneo_a_voce_d_creature_contro_camorra-6654460.html

‘I diecimila volti della legalità’, l’esperienza di chi guarda al domani

Da Vatican News – E’ una pubblicazione che è stata presentata a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta e che da qualche settimana è in libreria. Un racconto che è espressione di un lavoro incessante per costruire un futuro diverso
di Giuseppe Simeone
Testimonianze di uomini e donne che hanno messo a disposizione le proprie competenze per favorire così la partecipazione attiva degli studenti ad attività di formazione legate ai valori della legalità e della memoria. E’ il cuore del libro: “I diecimila volti della legalità. Santa Maria Capua Vetere come modello di cooperazione istituzionale”, pubblicato da Basilisco editore, nel quale, attraverso la conoscenza delle regole, si vuole promuovere una cultura improntata al rispetto della persona, favorendo uno stile di vita caratterizzato dalla sobrietà e dallo spirito di servizio per il bene comune.

Il progetto denominato Protocollo d’Intesa “Educazione alla Legalità” che ha coinvolto oltre diecimila tra studenti e docenti è un’alleanza educativa che può essere un esempio di cooperazione istituzionale per altri territori. Un modo anche per rafforzare e potenziare la collaborazione fra il sistema istituzionale e il mondo della scuola, costruendo così una rete di supporto per educare alla legalità.

Il seme piantato nel Duomo di Santa Maria Capua Vetere il 27 gennaio 2017, in cui si è svolto il primo incontro, è germogliato. La pubblicazione di questo volume non rappresenta un punto di arrivo ma un punto di riflessione comune per una nuova ripartenza. Il libro è il frutto delle esperienze vissute da una comunità di persone che hanno deciso di sedersi attorno ad un tavolo ed impegnarsi insieme, condividendo un percorso di formazione costante: dalle mafie al cyberbullismo, dalle sfide lanciate dal Sinodo dei giovani alla violenza di genere fino alle dipendenze dai videogiochi, dall’alcol alle droghe, il gioco d’azzardo come la custodia del Creato e la Lettera Enciclica Laudato si’.

Da segnalare in questo impegno anche lo spettacolo teatrale “Epochè” con magistrati, polizia penitenziaria e detenuti sul palco del teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere. Un viaggio musicale che attraverso le opere di vari musicisti ha raccontato cosa significa l’esperienza carceraria, invitando gli spettatori a sospendere il proprio giudizio (nella filosofia greca il termine epochè stava ad indicare la sospensione) e quindi a non affrettarsi a giudicare chi porta con sé il marchio del carcere. Particolarmente significativi, come raccontato nel libro, gli incontri degli studenti sia con l’arcivescovo di Capua, monsignor Salvatore Visco nella Giornata nazionale della memoria in ricordo delle vittime innocenti delle mafie ma anche con Papa Francesco, in occasione dell’udienza generale del 6 dicembre 2017, quando ha salutato i pellegrini e tutti coloro che hanno aderito al progetto di formazione alla legalità.

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2021-10/libro-legalita-italia-campania.html