Da CasertaNews – In occasione del Safer Internet Day l’Istituto Comprensivo Statale “Fieramosca – Martucci” di Capua ha vissuto un momento di profonda riflessione e crescita. “Abbiamo avuto l’onore – si legge sulla pagina social della scuola – di ospitare Rosaria Petriccione della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica (SOSC), che ringraziamo sinceramente per la straordinaria professionalità e per il prezioso lavoro quotidiano svolto a tutela dei più giovani. Ai nostri ragazzi abbiamo voluto trasmettere un messaggio chiaro: la Polizia non è un’autorità distante, ma un alleato fidato. Navigare in modo consapevole significa comprendere che il web non è un mondo “a parte”; ciò che scriviamo, pubblichiamo o condividiamo ha conseguenze reali. Il cyberbullismo spesso nasce per gioco, ma può ferire profondamente. Proteggere la propria privacy e rispettare quella degli altri è il primo passo per trasformare la rete in uno spazio di opportunità e crescita, non di pericolo. Durante l’incontro abbiamo inoltre condiviso i risultati del questionario somministrato agli alunni della scuola secondaria di I grado, dati che non rappresentano solo numeri, ma strumenti concreti per comprendere come i nostri studenti vivono il web e per costruire insieme una rete più sicura. Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che rendono possibile questo percorso di legalità; alla docente Tiziana Amodio, referente per il bullismo, per il suo impegno costante e all’Avvocato Giuseppe Simeone, per la vicinanza e il supporto che da sempre offre alla nostra comunità scolastica. La rete è uno spazio che appartiene a tutti noi, rendiamolo ogni giorno più sicuro con responsabilità, rispetto e coraggio. Insieme possiamo fare la differenza”.
Le parole della Preside Antonella Spadaccio
“Abitare la rete richiede competenza e rispetto: è questo il messaggio che, insieme alla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica, abbiamo voluto trasmettere ai nostri ragazzi. Non si tratta soltanto di regole, ma di consapevolezza. La libertà digitale non può prescindere dalla responsabilità individuale: solo così i giovani possono evitare di diventare vittime o, talvolta, inconsapevoli autori di comportamenti dannosi. Come comunità educante, sentiamo il dovere di operare in sinergia con le famiglie e con le istituzioni per accompagnare i nostri studenti verso un uso maturo, critico e responsabile degli strumenti digitali.
L’intervento dell’avvocato Giuseppe Simeone
Dopo aver ricordato le parole e il pensiero di Papa Leone XIV e di Papa Francesco su queste tematiche il giurista sammaritano ha detto “Stiamo attenti alle parole che usiamo perché con le parole si può far male oppure lasciare il segno, con le parole si può dar luce ad una situazione di oscurità. Siamo noi a dover decidere le parole da usare per comunicare. Ragazzi il senso della legalità non è un valore che si improvvisa. Esso esige un lungo e costante processo educativo. La sua affermazione e la sua crescita sono affidati alla collaborazione di tutti, ma in modo particolare alla famiglia, alla scuola, alle associazioni giovanili, ai mezzi di comunicazione sociale, ai vari movimenti che nel Paese hanno un potere di aggregazione ed un compito educativo, ai partiti e alle varie istituzioni pubbliche. La parrocchia attraverso la catechesi, il volontariato si pone al servizio delle persone in difficoltà”.
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